Nella conversazione quotidiana entrano continuamente nuove parole; parole come "bloggare", o "kebabbaro", o "squirtare"; altre invece, cadono lentamente in disuso, come "esecrabile" o "procace".

Per tutelare l'italiano che scompare, la Società Dante Alighieri, che dal 1889 si propone diffondere la lingua e la cultura italiane nel mondo, ha lanciato la campagna «Adotta una parola». In collaborazione con quattro dizionari d’italiano (Devoto Oli, Garzanti, Sabatini Coletti e Zingarelli) ha selezionato le parole in via d'estinzione nella nostra lingua.

Sul sito dell'iniziativa, chiunque ami l'idioma del bel Paese può scegliere una parola, adottarla e diventarne il custode per un anno, impegnandosi a promuoverne l’utilizzo, segnalarne abusi e registrare nuovi significati. L'aspirante custode deve indicare la motivazione della scelta e sottoscrivere una dichiarazione simbolica d'impegno: in cambio, riceverà un certificato digitale di adozione.


Anche io, Conte di Montenegro, me medesimo, ho aderito alla campagna "Adotta una parola", promossa dalla Società Dante Alighieri in collaborazione con Io Donna e Corriere.it.
Per questo ho scelto di raccontare il significato di un termine dal profondo fascino storico e con un corrente utilizzo nella vita di tutti i giorni.



Essendomi preso questo gravoso impegno, devo cercare di sensibilizzare il pubblico ad un uso corretto e consapevole della parola.
Il modo migliore potrebbe essere chiaramente quello di caricare un video di 15 minuti con una bella tettona che lustra con affabilità un cetriolone di carne.
Ma che diamine, ormai pure i preti sono capaci ad andare su Pornhub.com e digitare Great tittyfuck nel motore di ricerca.

Molto meglio iniziare raccontando un episodio della mia vita.


Avevo tredici anni. Terza media. Era uno degli ultimi giorni di scuola e faceva parecchio caldo. Giovanni, il mio allegro compagno di banco, continuava a saltellare sulla sedia come posseduto da Satana, indicando Irene, una ragazza molto carina e ben fornita per l'età; era seduta nell'ultima fila ed indossava una maglietta rossa parecchio scollata.
Giovanni saltellava e continuava a tirarmi per un braccio per richiamare la mia attenzione.
Mi voltai a guardarlo e Giovanni, con la bava alla bocca e chiarmente barzotto, oltre a continuare a saltellare imperterrito da un paio di minuti, gesticolava ad un ritmo frenetico con le mani, strizzando tette immaginarie nell'aria rivolto verso Irene e ripetendo con ossessione "spa-gno-la, spa-gno-la, spa-gno-la".

Io non capivo. Irene aveva una carnagione abbronzata, ma era nata in provincia di Salerno, non a Madrid.

Ero ancora un ragazzino che pensava solo ai videogiochi a quei tempi; pensavo a come vincere i mondiali con San Marino a Fifa98; a come riuscire a portare Ronaldo e Batistuta all'Empoli con PcCalcio5; a come fare per tenere in strada la dannata Skoda Felicia in ColinMcRae Rally; non avevo altri pensieri. Le ragazze nemmeno mi passavano per la mente. Sarà per quello che adesso sono un pornomaniaco.

Tornai a casa e cercai di capire il significato di quella parola.
Sul vocaboliario, sotto la voce "spagnola" c'era scritto:
[spa-gnò-la]
s.f.
MED Grave forma di epidemia influenzale, seguita spesso da complicazioni broncopolmonari, che negli anni 1918-19, provenendo dalla Spagna, si diffuse rapidamente in tutto il mondo, causando la morte di oltre dieci milioni di persone.

Panico.
Mi prese un leggerissimo stato di ipocondria e per togliermi i batteri che immaginavo mi stessero infettando, mi gettai in una vasca da bagno piena di amuchina e 'nduja calabrese.
Dopo una mezz'oretta di ammollo e dopo aver fatto svanire le mie paure, ero sicuro di aver sconfitto i germi.
Per sicurezza però, entrai in cucina, fermai mio padre e gli posi la fatidica domanda.

"Papà, papà: che cos'è la spagnola?"

"Ma... piccolo Conte di Montenegro....vedi...."

"Allora papà? Cos'è?"

"E'... è..... è una ragazza... è una ragazza che alla corrida gode quando vede il matador infilzare un toro."

Ecco, in quel momento tutto mi era più chiaro.
Alla prima occasione di mettere il pisello tra le tette di Irene, le avrei dovuto semplicemente dire "Haca, Toro!".


"Non fissarmi così Irene! Devo rifiutarti stasera. Ho comprato PES 2012."

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